lunedì 21 giugno 2010

Al San Camillo di Roma 40% di infermieri parzialmente inabili, Soldà chiede mobilità

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Ampliare la pianta organica affinché il personale affetto da patologie limitanti possa svolgere un diverso servizio”

È allarme infermieri al San Camillo Forlanini di Roma, dove il 40% delle 1500 unità che compongono il personale paramedico possiede una certificazione comprovante una qualche patologia e per questo viene sgravato del duro lavoro di corsia a vantaggio di un più leggero incarico in ambulatorio. Allergia al lattice e impossibilità di alzare pesi sono le cause più ricorrenti. La situazione, già grave, è diventata insostenibile dopo il taglio di 172 posti letto voluto dalla direzione sanitaria; fattore che determinerà un carico di lavoro pressoché doppio per il personale totalmente abilitato. Dal coordinamento Rsu fanno sapere che, nonostante l'azienda abbia mandato tutti a visita, sono stati pochi i reintegrati, segno che le patologie ci sono; ma allora, ci si chiede, perché non assumere 600 infermieri totalmente abilitati impiegando gli altri per l’assistenza domiciliare o negli ambulatori del territorio? È di questo avviso anche Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Sicuramente questi problemi mettono in risalto la necessità di una migliore organizzazione delle risorse umane all’interno del San Camillo Forlanini, perché se questo è il dato, anche se confermato dalle visite mediche, bisognerà ampliare la pianta organica affinché il personale affetto da patologie limitanti possa svolgere un diverso servizio. Sono d’accordo col sindacato – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – e, visto che a breve si avranno i rinnovi dei contratti degli operatori sanitari, mi auguro che venga dato loro un aumento consistente, coerente con l’importanza di un lavoro di cui troppo spesso è stata sottovalutata la durezza”.

venerdì 18 giugno 2010

In arrivo stangata dal Campidoglio, Calgani avvilito


Il responsabile romano dell’Italia dei Diritti:“Rimango basito di fronte a scelte così scellerate”

Roma - “Il documento di Bilancio 2010 urta contro la situazione disagiata delle famiglie, sulle tematiche ambientali e sui diritti sanciti dalla legge. Sono esterrefatto, le persone stanno rinunciando alle auto per il loro costo eccessivo e si programma un aumento per i mezzi pubblici, i commercianti sono in difficoltà e si aumentano gli oneri per esercitare la professione, gli asili nido diventano l'unica via di uscita per le famiglie che lavorano e gli arriva una stangata economica di grande rilevanza”.

Così Alessandro Calgani, responsabile capitolino dell’Italia dei Diritti, commenta senza mezzi termini la discussione che il Campidoglio si appresta ad avviare fra oggi e domani per l’approvazione del documento di Bilancio 2010, una manovra che contiene aumenti generalizzati per quasi tutti i servizi della città.
I rincari riguarderanno i prezzi dei biglietti per bus e metro, la tariffa sui rifiuti, le rette per gli asili nido e le mense scolastiche e anche la tassa per l’occupazione del suolo pubblico da parte dei commercianti.

“Esistono i mezzi per reperire denaro nel Comune, sono e sarò sempre del parere che i furbi che aggirano, con false autocertificazioni ed escamotage non leciti, le proprie spettanze debbano essere reintegrati nell'adempiere alle casse comunali per la propria disponibilità – sostiene l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – e rimango sconcertato che strutture nuove, quali scuole materne e asili nido realizzate con soldi pubblici rimangano con i cancelli sbarrati a causa della mancanza di risorse economiche”.

Controlli antidroga per autisti e vetturini a Roma, la precisazione di Soldà

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Regolamenti serrati e aumenti saranno inutili se non accompagnati da migliorie strutturali


Roma, 18 giugno 2010 – Controlli antidroga e antialcool a Roma per i conducenti dei mezzi dell’ATAC, tassisti e vetturini dei calessi. Questa la direttiva emanata ieri dal Consiglio comunale come norma di comportamento.
“Di certo si tratta di un passo avanti verso un miglioramento auspicabile del servizio – nota il vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà – tuttavia va considerato che questo regolamento viene promulgato contemporaneamente alla notizia che presto i biglietti di metro, tram e bus subiranno un aumento del 50%.”
L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro chiama in causa un’evidenza sotto gli occhi di tutti gli utenti: “Regolamenti più serrati e aumenti del costo del servizio se non verranno anche accompagnati da migliorie strutturali, come un rispetto maggiore degli orari e una pulizia più radicale delle vetture, saranno uno sforzo vano”.

mercoledì 9 giugno 2010

MOVIDA NOTTURNA SUL TEVERE, CALGANI APPOGGIA LE PROTESTE DEI RESIDENTI

Il responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti: “È Fondamentale il rispetto dei principi della legalità”

Roma – “E' inutile schierarsi pro o contro qualcosa, va trovata una soluzione conciliante tra residenti e necessità di manifestazioni che una grande città come Roma garantisce a cittadini e turisti”. È quanto sostenuto da Alessandro Calgani, responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti in merito all’allarme lanciato questa mattina dall’Associazione abitanti centro storico della Capitale sull’occupazione estiva delle banchine del Tevere da parte dei gestori delle bancarelle allestite ogni anno a pochi metri dalle rive del fiume, causa secondo i residenti di rumori e schiamazzi. Inoltre, l’Associazione lamenta le promesse non mantenute dal sindaco Alemanno che solo qualche giorno fa garantiva più controlli per contrastare il caos notturno. Infatti a suscitare l’indignazione dell’Associazione, è anche l’assoluta mancanza di rispetto per i degenti dell’ospedale Fatebenefratelli che saranno costretti a tollerare fastidiosi rumori provocati dalla movida romana.

“Il paletto fondamentale è il rispetto di un regime di legalità - continua Calgani- , ma dire questo non significa che avere l'autorizzazione all'esercizio di attività commerciali si traduca automaticamente nello stare in regola. Innanzitutto le assegnazioni degli spazi devono rispettare i requisiti previsti dai regolamenti, la valutazione dell'impatto acustico deve avere carattere vincolante alla concessione, gli strumenti di controllo attraverso vigili urbani devono essere costanti ed ove sussistano cause di forza maggiore che rendano un disagio ai cittadini, a questi dovrebbero essere concessi indennizzi sotto varie forme. Ciò a ragione del fatto che indirettamente prestano servizio al benessere sociale ed economico della città. Mi piace sempre lanciare una provocazione - conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, ma neanche poi tanto: sarebbe bello che chi sbandiera decisioni, trascorra anche una sola notte nelle condizioni di chi vive il disagio denunciato”.

martedì 8 giugno 2010

Rincari su tariffe di Taxi romani, lo sconcerto di Soldà




Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Aumentano i prezzi per chi usufruisce di auto bianche, questa è una manovra ‘ pro-crisi’ ”


Roma – “Tutti i giorni leggiamo dai giornali e ascoltiamo dalla televisione che l’Inghilterra e la Germania varano manovre anticrisi. Ciò accade anche in Italia dove, in questi giorni, si sta provvedendo all’innalzamento dell’età pensionabile, si chiede sostegno economico ai giocatori di calcio e contemporaneamente, in direzione opposta, la maggioranza vota in Campidoglio l’aumento dei prezzi dei tassì”
Queste le prime parole di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, in riferimento al provvedimento messo all’ordine del giorno, in Consiglio Comunale, secondo cui ci saranno aumenti del 10-20% sulle tariffe delle auto bianche a Roma: 45 euro la corsa per Fiumicino, 35 per Ciampino e più 10-20% le altre corse. Accanto a ciò vanno aggiunti 120 euro fissi da Fiumicino a Civitavecchia e misure contro l’abusivismo, infatti la delibera prevede sanzioni piuttosto dure, per esempio in caso di truffa la licenza viene sospesa fino a sei mesi.
“Le cifre proposte sono troppo alte – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, certo i tassisti devono lavorare in cambio di uno stipendio decente, senza per questo però gravare sui consumatori. Parliamo di cifre esorbitanti, nella fattispecie di 120 euro come se fossero soldi del Monopoli – conclude Soldà –, ed invece si tratta di quelli della Banca d’Italia. Aumenti considerevoli per tariffe di tutto rispetto, insomma il rincaro è proprio ingiustificato”.

giovedì 3 giugno 2010

A Roma divieti anti movida aggirati dai distributori automatici, Calgani critico


Il responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti: “I distributori automatici sono degli ibridi e come tali necessiterebbero di regole specifiche. Non è con gli annunci ad effetto che si risolvono i problemi”

Roma – Nei giorni scorsi il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha emesso una serie di ordinanze per vietare la movida e i tour alcolici nel centro storico della Capitale, senza però far rientrare nei divieti i distributori automatici di cibo e bevande aperti 24 ore e presenti ormai da tempo in molte zone del centro. “Probabilmente – ha dichiarato Alessandro Calgani, responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti – il primo cittadino nell’emettere le ordinanze è stato un po’ frettoloso e non ha affrontato a fondo il problema. I distributori automatici rappresentano un ibrido in questo senso, e andrebbero regolamentati con delle norme ben precise”.

Questi “negozi automatici” stanno diventando sempre più una realtà nel centro di Roma. Da Fontana di Trevi a piazza Santi Apostoli, o anche a corso Rinascimento è possibile usufruirne a qualsiasi ora del giorno e della notte. Dunque, se il locale è chiuso e il pub non può più servire da bere perché c’è l’ordinanza del sindaco, ci pensa il distributore a soddisfare i desideri di alcol e cibo di cittadini e turisti. “Questa faccenda – ha concluso l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – mi fa venire in mente i provvedimenti antiprostituzione che furono adottati lo scorso anno, i cui i risultati negativi oggi sono sotto gli occhi di tutti. Quando si prendono delle decisioni per arginare dei fenomeni come quello della movida e del caos notturno in centro, bisognerebbe pensare più alla sostanza delle cose che non all’effetto mediatico da ottenere nell’immediato”.

Tornelli sugli autobus a Roma, il commento stizzito di Marinelli


Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “La priorità dell’amministrazione comunale dovrebbe essere quella di rendere i mezzi pubblici gratuiti, non di aumentare i disagi delle persone che tutti i giorni li utilizzano”

Il comune di Roma, come dichiarato dall’assessore alla Mobilità, Sergio Marchi, si appresta a dare il via ad una fase di sperimentazione per l’installazione dei tornelli antitruffa sugli autobus. A partire dalla fine di giugno, infatti, su 12 mezzi della linea 709 che collega Roma a Ostia, verranno impiantati i primi tornelli che poi, dal mese di ottobre, in caso di risultati positivi, saranno messi progressivamente sul resto delle linee urbane. “Bene farebbe l’assessore alla Mobilità – ha dichiarato Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti – oltre che a dimettersi, a ridursi lo stipendio se vuole aiutare dall’alto della sua responsabilità l’insanabile immobilità romana. Penso che la priorità dovrebbe essere quella di rendere i mezzi pubblici gratuiti per i cittadini anziché aumentare i disagi delle poche persone che li prendono”.

L’obiettivo dell’amministrazione è quello di abbattere i costi dell’evasione per il mancato acquisto del biglietto. L’idea è quella di ripetere l’operazione che nel 2007 fu fatta con le linee metropolitane e che diede ottimi risultati, permettendo un incremento d’incasso pari a circa 7 milioni di euro. “Il principio - ha proseguito il responsabile del movimento guidato da Antonello De Pierro - dovrebbe essere invece quello di tassare gli automobilisti che vanno in giro in auto da soli, inquinando, togliendo spazio ai pedoni e creando traffico. I proventi che derivano dai parcheggi e dagli accessi al centro storico dovrebbero essere destinati a rendere gratuiti i mezzi pubblici e non ad impinguare gli stipendi degli assessori e del loro staff”.

“Ci sono automobilisti - ha detto ancora Marinelli - che girano a vuoto per un parcheggio a viale Trastevere o sul Lungotevere quando invece basterebbe andare alle Mura Portuensi per trovarlo immediatamente. Non lo fanno perché poi sarebbero costretti a prendere il tram e pagare 2 euro all’andata e 2 euro al ritorno. Se i mezzi pubblici fossero gratuiti molti automobilisti lascerebbero la loro macchina a casa e i problemi legati a traffico e parcheggio diminuirebbero”.

“In ultimo – ha concluso il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti – vorrei sollevare dubbi in merito all’inquinamento elettromagnetico dei tornelli, già sollevato per altro per quelli che sono stati installati nella metropolitana, ed anche al problema dello spazio sull’autobus. Penso che i tornelli in questo senso creerebbero non pochi problemi alle mamme con i bambini in carrozzina e alle persone con handicap”.

martedì 18 maggio 2010

Corruzione vigili urbani romani, De Pierro ricevuto in Campidoglio


Cauto il presidente dell’Italia dei Diritti: “Dopo tanto silenzio sembrano manifestarsi i primi segnali di apertura”


Roma, 18 Maggio 2010 - Sono passati due anni dall’inizio della richiesta da parte di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, della rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici del Comune di Roma, al fine di evitare il loro radicamento nel territorio, spesso causa di corruzione e concussione. In seguito alla sequela di atti di protesta, attraverso diversi incatenamenti, che hanno impegnato lo stesso De Pierro, insieme ai collaboratori e attivisti del movimento da lui guidato, ha avuto luogo un incontro con la dottoressa Rosella Lombardi, dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, a cui hanno partecipato, oltre al leader, anche Alessandro Calgani e Antonella Sassone, rispettivamente responsabile e viceresponsabile romani dell’Italia dei Diritti. “I favoritismi sono un malcostume diffuso nel settore tecnico e dell’edilizia della Capitale, generando parzialità e non trasparenza nell’espletamento della funzione amministrativa, in violazione dell’articolo 97 della Costituzione”. Ha così esordito il capo del movimento per spiegare la motivazione del suo progetto. “Ci sono continue denunce e segnalazioni di un cattivo funzionamento della pubblica amministrazione, che vedono come protagonisti i vigili urbani – ha continuato De Pierro –. Il nostro obiettivo è dunque quello di proporre una soluzione al problema, attraverso la mobilità degli stessi. Si potrebbe studiare l’organigramma degli uffici e realizzare spostamenti, inizialmente limitati, in modo da garantire la continuità operativa di ogni Municipio. In buona sostanza si può parlare di una rotazione simile a quella delle strutture bancarie. Se si incrociano i dati di denunce in nostro possesso con quelli del Comune circa l’organigramma di tutti i dipendenti comunali è possibile cominciare a lavorare parallelamente insieme in questa direzione”. La Lombardi si è incaricata di presentare la questione all’Ufficio di Gabinetto, per individuare se esiste un’apertura in tal senso, fino all’implementazione della soluzione ritenuta più opportuna, per ridurre il numero dei corrotti tra vigili e dipendenti degli uffici tecnici municipali. Il presidente De Pierro e i due esponenti territoriali del movimento hanno manifestato cauta soddisfazione a seguito del meeting, restando in attesa di conoscere la risposta dei vertici del Campidoglio prima di decidere eventuali passi successivi.


Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Addetta Stampa
Piera Panichelle
Capo Ufficio Stampa
Fabio Bucciarelli
Via Virginia Agnelli, 89 – 00151 Roma
Tel. 06 65494632 - 06 97606564; Cell. 347 7463784
e-mail: italiadeidiritti@yahoo.it
sito web: www.italiadeidiritti.it

venerdì 14 maggio 2010

Corruzione vigili urbani a Roma, De Pierro incontrerà Alemanno


Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Restiamo in attesa di conoscere la posizione del Campidoglio in merito alla questione per poter successivamente trarre le nostre conclusioni”

Finalmente sembra aprirsi una via nella lunga e faticosa battaglia civica portata avanti dall’Italia dei Diritti, l’organizzazione extraparlamentare di cui Antonello De Pierro è presidente. Da oltre due anni il leader del movimento si è mobilitato in prima persona per portare alla ribalta alcuni comprovati casi di corruzione tra i vigili urbani e tra i dipendenti degli uffici tecnici, invocando presso le istituzioni capitoline la necessità di un costante cambio di municipio nell’esercizio delle loro funzioni e nel rispetto dell’articolo 97 della Costituzione italiana, che sancisce l’imparzialità e la trasparenza con cui deve essere esplicata la funzione amministrativa.

Numerosi sono stati i tentativi, spesso rimasti inevasi, di ottenere un incontro con il sindaco, Gianni Alemanno, e, per dibattere dell’argomento e trovare le soluzioni più idonee. L’unico ad ascoltare la voce del movimento nazionale per la legalità e i diritti è stato il vicecomandante della Polizia municipale, Diego Porta, che in un incontro di circa due anni fa aveva mostrato segnali di apertura verso la proposta. Successivamente si è tenuto un incontro con Marcello Marrocco, capo segreteria dell’assessore al Personale del Comune, Enrico Cavallari, poi dileguatosi nel nulla. Oggi il grido d’allarme lanciato dall’Italia dei Diritti è stato, seppur tardivamente, raccolto: nei prossimi giorni, infatti, si terrà un summit tra i vertici del movimento e Sergio Gallo, capo di gabinetto del sindaco Alemanno. “Dopo tanta attesa finalmente si apre uno spiraglio verso un tavolo di concertazione per discutere la messa in pratica di una proposta che avanziamo da tempo”, dichiara De Pierro, che poi aggiunge: “Chiaramente non ci illudiamo. Aspettiamo prima di sapere il parere di Gianni Alemanno in merito alla questione, che ci auguriamo essere positivo e in linea con quanto espresso dai tanti interlocutori che si sono susseguiti lungo il cammino della nostra crociata. Ricordo infatti che le nostre iniziative mirano a garantire trasparenza e imparzialità nelle funzioni di istituto in comparti lavorativi, purtroppo naturalmente esposti a tentazioni collusive sul territorio”.

Da sottolineare le eclatanti iniziative messe in atto in prima persona da De Pierro per sensibilizzare l’opinione pubblica su tale questione, tra le quali la serie di incatenamenti di protesta da lui inscenati davanti alle più importanti sedi amministrative e informative della città, come la Regione Lazio, il Campidoglio, l’Agi, le sedi romane dei quotidiani La Repubblica e Il Messaggero, gli studi televisivi delle testate giornalistiche di Rai, Mediaset e Sky. “In genere - rimarca il numero uno dell’Italia dei Diritti – si associa alla nostra richiesta di trasferimenti intermunicipali ogni tre anni la categoria degli appartenenti al corpo della Polizia municipale. Ciò è vero, visto che questo fa parte dei presupposti della nostra richiesta di garanzia di legalità istituzionale, ma dato che il settore dove tali pericoli, e spesso conseguenze pratiche, sono più frequenti è quello dell’edilizia diviene fondamentale che ai trasferimenti dei vigili urbani debbano corrispondere con ancora maggiore determinazione quelli dei dipendenti degli uffici tecnici territoriali”.

L’Italia dei Diritti può contare sulla mobilitazione di un ampio appoggio popolare, poiché a sostegno di questa iniziativa sono state raccolte circa 30.000 firme di cittadini, oltre ad un nutrito gruppo su Facebook composto da 4.000 membri. La società civile si è schierata al fianco del movimento e quotidianamente invia adesioni e attestati di stima e supporto, considerato che il tema della legalità è piuttosto sentito nell’opinione pubblica e dovrebbe sempre rappresentare un caposaldo di una efficiente amministrazione comunale. Infine, De Pierro ribadisce deciso: “Restiamo in attesa di conoscere la posizione del Campidoglio in merito alla questione per poter successivamente trarre le nostre conclusioni”.

mercoledì 5 maggio 2010

Bufera sui condoni a Roma, indagati assessori Corsini e Morassut, il commento di Girlando


Il viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti: “Il connubio politica-affari è malcostume ormai radicato”


Roma, 5 maggio 2010 – “Una vicenda che evidenzia un malcostume diffuso nella Seconda Repubblica e l’esistenza di una questione morale fondamentale”. Questo il commento a caldo di Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, circa la notizia di un avviso di garanzia pervenuto all’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Marco Corsini, al suo predecessore Roberto Morassut e ai vertici della Gemma spa, società che gestisce per conto dell’ente le operazioni riguardanti concessioni edilizie in sanatoria per abusi. Concorso in corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e concussione, i reati contestati dalla procura di Roma a Corsini, mentre solo per il primo è indagato l’ex assessore Morassut. I due avrebbero contrattato con il presidente e l’amministratore delegato della Gemma, l’assunzione di personale segnalato, in cambio di una rinegoziazione degli obiettivi trimestrali e dell’aumento del corrispettivo d’appalto oltre il limite legale. Per questo secondo scopo Corsini avrebbe costretto, minacciandolo di rimuoverlo dall’incarico, il direttore dell’Uce (Ufficio condono edilizio) Paolo Cafaggi, ad autorizzare il pagamento alla società di tre milioni di euro e a firmare lo stato di avanzamento dei lavori senza che fossero stati raggiunti gli obiettivi del contratto d’appalto. Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro “non c’è alcuna strumentalizzazione politica e nessun accanimento da parte della magistratura. Attendiamo l’esito delle indagini, lasciando lavorare serenamente i magistrati, ma è evidente – conclude Girlando – che la classe dirigente accetta il connubio con imprenditori e uomini d’affari”.