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martedì 14 dicembre 2010

Soldà commenta perplessità di Thorne su libertà di stampa italiana


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “La preoccupazione degli Usa ribadisce una brutta realtà che il governo non esita a confermare”

Roma – “Da questo scoop di WikiLeaks si evince che anche la diplomazia americana era preoccupata dell’atteggiamento del governo italiano che mirava e mira ad oscurare la democrazia e la libertà d’informazione”. Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, appare per nulla sorpreso del commento, divulgato da WikiLeaks, dell’ambasciatore Usa a Roma David Thorne relativamente al decreto Romani.

Secondo il delegato statunitense, la norma, che il governo italiano voleva approvare tra la fine del 2009 e gli inizi del 2010, avrebbe dato la possibilità all’Agcom di bloccare qualsiasi contenuto in rete di siti stranieri e avrebbe favorito Mediaset nei confronti dei suoi competitor, Sky in primis. “Ciò che si contesta a Berlusconi è il suo modo di governare - ribadisce Soldà -, volto a favorire se stesso e a bloccare le libertà fondamentali dei cittadini: quella di partecipazione attiva nella politica e la libertà di manifestazione del pensiero, come lo stesso tentativo del decreto Romani conferma”.

Nel cablogramma del 3 febbraio 2010 Thorne sosteneva che la norma avrebbe potuto rappresentare un precedente per Paesi come la Cina, che l’avrebbero copiata ed utilizzata per giustificare i propri attacchi contro la libertà di espressione. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude il suo intervento dichiarando: “Sebbene quel decreto non sia stato poi attuato, resta il tentativo losco del governo volto, ancora una volta, a manovrare l’informazione nazionale”.

giovedì 9 dicembre 2010

Soldà attacca la “Parentopoli” romana


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “È in questo modo che il centrodestra sta dimostrando come intende dare risposte ai cittadini e ai giovani in cerca di occupazione”

Roma – “Non si tratta di casi sporadici. Ciò che è venuto fuori in quest’ultimo periodo rientra in un sistema di intrighi e di clientelismo messo a regime da un centrodestra che ha evidenziato il suo modo di gestire il potere”. Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, si esprime senza mezzi termini sugli scandali che stanno travolgendo nelle ultime settimane il sindaco Alemanno e la sua Giunta.

Subito dopo la vicenda Atac, l’inquilino del Campidoglio è chiamato a rispondere sulle strane coincidenze legate alle ultime assunzioni dell’Ama, la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Roma. Infatti, a partire dal 2008, questa ditta ha assunto un migliaio di persone, tra cui numerosi parenti di stretti collaboratori del primo cittadino della Capitale. “In oltre due anni di gestione di queste aziende da parte della Giunta comunale - sottolinea Soldà -, è risultato più che evidente lo straripamento di potere dei massimi vertici delle municipalizzate che in questo modo hanno dimostrato un’enorme arroganza e senso di impunità”.

Critico l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro che conclude dichiarando: “Con questi atteggiamenti il centrodestra ha mostrato chiaramente in che modo intende dare risposte ai cittadini ed in particolar modo ai giovani in cerca di occupazione. Se non si cambierà rotta, non ci si meravigli dell’aumento della disaffezione da parte di questi ultimi nei confronti della politica”.

martedì 23 novembre 2010

Trent’anni da sisma in Irpinia e Basilicata, le osservazioni di Soldà


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “L’istituzione della Protezione Civile è una valida dimostrazione che quando si fanno delle leggi attuali, le cose possono cambiare in positivo”.

L’anniversario del terremoto che il 23 novembre del 1980 colpì la Campania e la Basilicata riporta oggi l’attenzione su una vicenda che è tutt’altro fuorché conclusa. Basti pensare ai 600 milioni di euro che ancora mancano per completare la ricostruzione della Basilicata. D’altra parte, oggi nel rinnovare la solidarietà alle vittime, si riflette sulle modalità di intervento susseguite al sisma e culminate nell’istituzione della Protezione Civile.

“Sono trascorsi trent’anni dal terremoto dell’Irpinia – afferma Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti in occasione della ricorrenza – che oggi rimane una profonda ferita del nostro Paese nonché un’area in cui servono ancora fondi affinché la ricostruzione possa dirsi ultimata.
Nonostante il tempo trascorso – prosegue Soldà – il ricordo della tragedia ha messo in evidenza la macchina della solidarietà di allora, poiché in quel momento tutti ci siamo sentiti vicini alle vittime del sisma. Da allora si è giunti alla presa di coscienza che il volontariato non basta per sanare un disastro ambientale, ma serve una cultura della prevenzione. Infatti solo successivamente alla vicenda è stata emanata una legge nazionale sulla Protezione Civile con cui sono stati definiti i temi della prevenzione e del superamento dell’emergenza. Con questa normativa, infatti, tutti gli enti locali entrano a far parte della macchina della protezione civile contribuendo, così, al costante monitoraggio degli eventuali rischi presenti su un territorio. Tale provvedimento – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – è una valida dimostrazione che quando si fanno delle leggi attuali le cose possono cambiare in positivo.”

martedì 12 ottobre 2010

Soldà contro la strage di alberi secolari avviata dal Comune di Roma


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “L’amministrazione si prenda la responsabilità di questo scempio e dia risposte agli abitanti di quei quartieri che non possono più godere del refrigerio e del sollievo dati dalle aree verdi”


Roma – “Un fatto gravissimo”, così Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, commenta l’abbattimento di decine di alberi avviato negli ultimi mesi dal Comune di Roma. Ultimo caso è quello avvenuto in estate ai danni di 15 pini secolari nell’area del Forte Portuense, un polmone verde che a luglio è stato raso al suolo sull’esempio di ciò che è avvenuto in molti quartieri della Capitale. Due anni fa, in piazza della Madonna di Loreto, le ruspe avevano sradicato altri alberi secolari per fare spazio ai sondaggi archeologici necessari alla costruzione della nuova metropolitana; poi fu la volta di via Panama e pochi mesi fa sono stati rasi al suolo gli alberi di viale Tor di Quinto e i pini di largo Corrado Ricci. In una città asfissiata dallo smog, dunque, le poche aree verdi rimaste sono messe in grande pericolo. “Ciò che per tanti anni è cresciuto di pochi centimetri alla volta – continua Soldà –, viene abbattuto senza scrupolo. Le essenze arboree sono orgoglio della città, dacché ne hanno accompagnato la crescita. Se esistono criteri oggettivi per i quali alcuni alberi possono intralciare in qualche modo, l’abbattimento dovrebbe essere proprio l’ultima spiaggia. L’amministrazione si prenda la responsabilità di questo scempio e dia risposte agli abitanti di quei quartieri che non possono più godere del refrigerio e del sollievo dati dalle aree verdi. La cosa più grave – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – è che ciò che non venga ripiantato ciò che viene abbattuto. Questo è inaccettabile”.

mercoledì 6 ottobre 2010

Disagi per i lavori alla stazione Termini di Roma, Soldà critica i responsabili

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “La stazione Termini, essendo uno dei più grandi nodi ferroviari europei, dovrebbe assicurare dei servizi di circolazione eccellenti e non situazioni ingestibili come queste”

Roma – Nei sotterranei della stazione Termini vige il disordine più totale a causa dei lavori di ammodernamento delle uscite della metropolitana sulle linee A e B. A margine di un’inchiesta del quotidiano “La Repubblica” sulla qualità delle stazioni della metropolitana di Roma, è emersa un immagine pressoché poco edificante della Capitale: infatti campeggiano scale, rampe, strettoie e tornelli mal funzionanti, i quali ostacolano il libero movimento dei passeggeri. In merito al degrado che non sembra arrestarsi, ha espresso un parere Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti. “C’è una corresponsabilità di chi gestisce i lavori in questione, iniziati ad aprile e non ancora terminati. La stazione Termini, essendo uno dei più grandi nodi ferroviari europei, dovrebbe assicurare dei servizi di circolazione eccellenti e non situazioni ingestibili come queste”.
Alla pessima situazione perpetrata ai danni dei viaggiatori, si aggiunge la cartellonistica scritta quasi esclusivamente in italiano e arrivati ai tornelli, la traversia più difficile: scampare alla strettoia dei cantieri, i quali intralciano pesantemente il passaggio degli utenti e riducono lo spazio nella stazione. “I viaggiatori hanno il diritto di protestare e non è la priva volta che si viene a conoscenza di tali disagi - conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, e nel momento in cui si attuano dei lavori come questi è indispensabile tenere conto delle difficoltà oggettive e logistiche dei passeggeri”.

martedì 21 settembre 2010

Roghi rom di eternit alla Muratella, Soldà chiede intervento


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Necessario che le forze dell’ordine compiano ulteriori attività di monitoraggio”


Roma, 21 settembre 2010 – Per gli abitanti della Muratella, quartiere della periferia Nord di Ardea, in provincia di Roma, è stato un week-end di fuoco. In senso letterale. Da domenica a oggi non si contano i falò accesi dai rom del campo abusivo di via Marchetti, da giugno inserito nel piano nomadi. Il sospetto è che all’usanza ormai diffusa di accendere fuochi per spellare i cavi di rame si sia aggiunto un tentativo di smaltire illegalmente l’eternit, sostanza altamente cancerogena che rischia, assieme alla diossina sprigionata dalla plastica bruciata, di venire respirata dai residenti della zona, ovviamente esasperati. Soltanto domenica ci sono stati 3 incendi, con la cenere che è arrivata fino a Parco de’ Medici. “Non c’è abbastanza controllo”, il commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, che incalza: “Già c’è il problema nomadi di cui si parla da anni senza risultati che possano dare sollievo a chi abita nelle vicinanze dei campi rom, se poi si aggiungono situazioni ai limiti della realtà come la combustione di plastiche o ancor peggio di eternit, che è altamente nocivo per la salute, è necessario che le forze dell’ordine compiano ulteriori attività di monitoraggio. Evidentemente – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – i programmi che si sono fatti per avere una città con una gestione oculata dei nomadi sono ancora lungi dall’essere adempiti. Questo significa che l’amministrazione comunale ha fatto solo proclami”.

lunedì 20 settembre 2010

Cinquemila firme per abolire botticelle a Roma, Soldà contrario


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Basterebbe circoscrivere tale servizio alle zone pianeggianti di parchi e ville romane, anziché tra le salite asfaltate della Capitale”



Diverse associazioni ambientaliste, tra cui Oipa e Lav, hanno presentato oltre 5000 firme al Campidoglio per abolire le botticelle, le carrozze trainate da cavalli tipiche della Capitale. La recente aggressione subita da una donna in via del Corso ad opera di un vetturino al quale aveva chiesto soltanto informazioni sullo stato di salute dell’animale è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo per le continue violazioni del regolamento comunale sulla tutela degli animali da parte dei vetturini stessi. Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, si è espresso così in merito: “E’ vero che le botticelle sono una tradizione romana ma è altrettanto chiaro che il regolamento varato di recente circa le ore di lavoro dei cavalli e il loro riposo nelle fasce più calde deve essere rispettato. L’animale non può essere considerato una macchina che produce soldi, né in nome di una tradizione possono morire delle bestie sotto gli occhi di tutti. E’ un fenomeno di fatto anacronistico quello delle botticelle – incalza Soldà –, ma non sono favorevole alla loro completa abolizione. Basterebbe circoscrivere tale servizio alle zone pianeggianti di parchi e ville romane, anziché tra le salite asfaltate della Capitale. In questo modo – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – si unirebbero tradizione e rispetto per l’animale, anche se riguardo ai vetturini c’è anche un problema di natura fiscale che va sicuramente risolto”.

lunedì 13 settembre 2010

Anas vuole pedaggio elettronico sul Gra di Roma, l’attacco di Soldà


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “La società gestrice della rete stradale dovrebbe pensare a rendere più sicure le strade, anziché riempirsi ulteriormente le tasche con questo scempio”

“L’Anas dovrebbe pensare a rendere più sicure le strade, anziché riempirsi ulteriormente le tasche con questo scempio”. Questo il commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, sul pedaggio elettronico voluto dall’Anas sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sull’autostrada che collega la Capitale con Fiumicino. La società gestrice della rete stradale italiana pubblicherà oggi il bando di gara di 150 milioni per la cosiddetta “esanzione dinamica senza barriere”, una sorta di occhio elettronico in grado di leggere le targhe dei veicoli in transito e di inviare automaticamente a casa la richiesta di pagamento. Il Campidoglio, la Provincia di Roma e la Regione Lazio hanno già fatto fronte comune per impedire un progetto che – pur non riguardando chi si muove all'interno alla città, bensì solo chi vi arriva dall’autostrada o coloro i quali verso questa si dirigono – darebbe il colpo di grazia a tutti quei pendolari già penalizzati dai rincari delle tariffe autostradali scattati in estate e poi bloccati dalle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. “Il Gra è utilizzato ogni giorno da migliaia di lavoratori come percorso quasi obbligato per andare a lavoro – incalza Soldà –, e altrettanto vale per la bretella Roma-Fiumicino. E’ impensabile tassare il pedaggio su strade di così vitale importanza, a maggior ragione se si calcola che quella dei pendolari già non è una delle categorie più fortunate. Se al traffico, al lungo viaggio, ai rincari della benzina, si deve aggiungere anche una tassa extra per 5 giorni settimanali, per i lavoratori che vengono dall’hinterland romano recarsi in ufficio diventerà un’impresa”. Italia dei Diritti promette battaglia nei confronti di tale progetto e invita tutti i sostenitori del movimento ad appoggiare le iniziative che verranno a breve rese note.

lunedì 28 giugno 2010

Italia dei Diritti sostiene il progetto “Due ruote per la speranza” a favore dell’Airc

Il vicepresidente del movimento nazionale Roberto Soldà: “Dietro a una società troppo superficialmente ritenuta individualista ed egoista c’è un cuore vivo e pulsante che anima iniziative come questa”

Roma – “Una iniziativa encomiabile di una categoria, quella dei motociclisti, che ha saputo mettersi in discussione per un fine nobile”. Così Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, commenta il progetto “Due ruote per la speranza”, una raccolta fondi in favore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro che vedrà domenica 4 luglio migliaia di motociclisti provenienti da tutta Italia radunarsi all’ippodromo Capannelle di Roma per manifestare la propria solidarietà e richiamare al tempo stesso l’attenzione su una categoria troppo spesso vista di cattivo occhio dalle istituzioni per i comportamenti sconsiderati di qualche irresponsabile. L’intento degli organizzatori è quello di dimostrare che dietro a caschi dalle grafiche sprezzanti e scarichi talvolta un po’ rumorosi si celano persone sensibili alle tematiche dei più bisognosi e vicine a tutti coloro che sono affetti da un male per cui i fondi da destinare alla ricerca costituiscono ancora oggi l’unica arma possibile.

“La ricerca sul cancro – continua Soldà – deve assolutamente essere portata avanti, e per farlo purtroppo ha bisogno di qualcuno che colmi le lacune create dalle istituzioni. Già altre volte il mondo associativo si è fatto carico di problemi della collettività, ma questo fa capire quanto dietro a una società troppo superficialmente ritenuta individualista ed egoista ci sia un cuore vivo e pulsante che anima iniziative come questa”.

Italia dei Diritti intende esprimere tutto il proprio sostegno nei confronti dei promotori del progetto, pertanto invita tutti i sostenitori del movimento nazionale a partecipare in massa all’evento che si terrà il 4 luglio a partire dalle ore 12 presso l’ippodromo Capannelle di Roma, dove con una semplice donazione si potranno restituire speranze e sorrisi a coloro che lottano quotidianamente contro il cancro.

lunedì 21 giugno 2010

Al San Camillo di Roma 40% di infermieri parzialmente inabili, Soldà chiede mobilità

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Ampliare la pianta organica affinché il personale affetto da patologie limitanti possa svolgere un diverso servizio”

È allarme infermieri al San Camillo Forlanini di Roma, dove il 40% delle 1500 unità che compongono il personale paramedico possiede una certificazione comprovante una qualche patologia e per questo viene sgravato del duro lavoro di corsia a vantaggio di un più leggero incarico in ambulatorio. Allergia al lattice e impossibilità di alzare pesi sono le cause più ricorrenti. La situazione, già grave, è diventata insostenibile dopo il taglio di 172 posti letto voluto dalla direzione sanitaria; fattore che determinerà un carico di lavoro pressoché doppio per il personale totalmente abilitato. Dal coordinamento Rsu fanno sapere che, nonostante l'azienda abbia mandato tutti a visita, sono stati pochi i reintegrati, segno che le patologie ci sono; ma allora, ci si chiede, perché non assumere 600 infermieri totalmente abilitati impiegando gli altri per l’assistenza domiciliare o negli ambulatori del territorio? È di questo avviso anche Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Sicuramente questi problemi mettono in risalto la necessità di una migliore organizzazione delle risorse umane all’interno del San Camillo Forlanini, perché se questo è il dato, anche se confermato dalle visite mediche, bisognerà ampliare la pianta organica affinché il personale affetto da patologie limitanti possa svolgere un diverso servizio. Sono d’accordo col sindacato – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – e, visto che a breve si avranno i rinnovi dei contratti degli operatori sanitari, mi auguro che venga dato loro un aumento consistente, coerente con l’importanza di un lavoro di cui troppo spesso è stata sottovalutata la durezza”.