giovedì 5 maggio 2011

Due ragazzi gay condannati a Roma per effusioni, l’opinione della Sassone


La Vice Responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti :“Se sono stati condannati per un semplice bacio, si tratta di una decisione abnorme e ingiustificata”

Roma, – È scattata la condanna a due mesi di reclusione per i due ragazzi omosessuali, Michele F. e Roberto L., accusati di atti osceni in luogo pubblico, per la precisione nei pressi del Colosseo. Il fatto risale al 2007. La coppia gay dovrà inoltre corrispondere una multa di 2.280 euro.

“Se i ragazzi sono stati condannati per un semplice bacio si tratta di una decisione abnorme e ingiustificata – asserisce Antonella Sassone, Vice Responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti -, se invece sono stati condannati per un rapporto orale in un luogo pubblico, in quel caso non è una condanna contro due omosessuali ma la pedissequa applicazione della legge”.

La Procura riferisce che i due furono sorpresi durante un rapporto orale, la difesa risponde che si trattava di un semplice bacio in quanto uno dei due imputati era fisicamente impossibilitato, in seguito a un intervento chirurgico, a compiere l’atto sessuale. Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, ha reso nota la decisione di ricorrere in appello.

“Prima di lasciarsi andare a semplicistiche accuse – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, è necessario attendere le motivazioni della sentenza, e in ogni caso ci sarà un secondo grado di giudizio che darà alle parti la possibilità di portare all’attenzione dei magistrati tutti gli elementi trascurati in primo grado”.

mercoledì 4 maggio 2011

Italia dei Diritti denuncia mancata raccolta rifiuti nel IX municipio


Alessandro Calgani responsabile romano del movimento: “Urge un intervento immediato. L'errore più grande sarebbe che i cittadini si abituassero all'incuria e ai cassonetti stracolmi del dopo festa”

Roma, – Sono giunte numerose segnalazioni all’Italia dei Diritti da parte dei cittadini del IX municipio che, dal primo maggio, aspettano che venga effettuata la raccolta della nettezza urbana, ma questo di fatto non succede. Qualche operatore ecologico provvede allo sgombero dei rifiuti ammassati fuori dai cassonetti, ma quelli all’interno marciscono da giorni. Scarseggiano inoltre i mezzi AMA, qualcuno ha sollevato l’ipotesi di uno sciopero del personale.
“La situazione rifiuti su Roma – analizza Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti –, in questi giorni è davvero critica in vastissime zone e credo che siano già tardivi i provvedimenti che potranno essere intrapresi dall'amministrazione. Esiste peraltro un sentore di sciopero mascherato interno ai dipendenti dell'AMA stessa. Urge un intervento immediato, ho personalmente notato situazioni davvero critiche in zone quali Centocelle, Collatino e Colle degli Abeti. L'errore più grande sarebbe che i cittadini si abituassero all'incuria e ai cassonetti stracolmi del dopo festa”.
Un camionista AMA, ha spiegato che è in corso una protesta politica e ha pure sottolineato che, se la situazione non cambia, l’immondizia aumenterà sempre di più. I soldi versati per la TARSU dovrebbero essere utilizzati per migliorare la qualità del servizio, ma ad oggi questo non avviene.
“A Napoli tutto è iniziato così – , conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – sarei curioso di rivedere in questi giorni, in giro per le strade romane, i manifesti con Manuela Arcuri sorridente a dire che Roma è una città pulita. Massimo rispetto per la Arcuri, minimo per chi la politica la sfrutta solo mediaticamente”.

giovedì 21 aprile 2011

Scoperti fabbricati abusivi su rive Tevere, la reazione di Calgani


Il responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti : “L'abusivismo è un fenomeno diventato di routine in questa città perennemente in attesa del prossimo condono o di una dilazione dei tempi di sgomberi e demolizione per scopi ‘umanitari’”


Roma - Venticinquemila metri quadrati di terreno sulle sponde del fiume Tevere, sui quali erano state erette ventotto costruzioni abusive, una delle quali adibita al ricovero di trenta cani abbandonati. Questo, in numeri, lo scenario che si è presentato di fronte alla Polizia Municipale di Roma, che ha immediatamente proceduto al sequestro dei fabbricati e agli accertamenti necessari.
Sui fatti è incisivo il commento di Luca Calgani, responsabile capitolino dell’Italia dei Diritti : “Questa è la strada su cui è necessario porre un focus importante, per prevenire sul nascere il crearsi di tragedie di cui ci accorgiamo sempre dopo eventi luttuosi. L'abusivismo è un fenomeno diventato di routine in questa città, perennemente in attesa del prossimo condono o di una dilazione dei tempi di sgomberi e demolizione per scopi ‘umanitari’. Il fatto che comunque fossero già stati costruiti 28 lotti - sottolinea Calgani - , deve far riflettere sui tempi di azione a fronte di palese illegalità. La realizzazione di strumenti di identificazione preventiva avrebbe sicuramente costi inferiori rispetto a quelli che si sosterranno per il ripristino dell'area”.
Alla base dell’illecito una vera e propria compravendita di piccoli terreni tra italiani e rumeni, per la quale sono state denunciate 23 persone. I lotti, venduti da un cittadino italiano, erano stati protetti dai compratori in attesa di renderli vere e proprie abitazioni abusive sulle rive del Tevere.
“L'ultima parola – asserisce Calgani - , la voglio spendere per gli animali che trovano spesso ricovero in strutture fatiscenti e abusive, nelle quali la loro tutela sicuramente non è garantita. Questo – tuona l’esponente del partito presieduto da Antonello De Pierro - apre un’ altra pagina sulla gestione capitolina degli animali, che giudico pessima, a partire dal pronto soccorso per finire ai centri di accoglienza e ricovero, costantemente sovraffollati ed appesi alla buona volontà delle associazioni".

giovedì 14 aprile 2011

Proiettile ad Alemanno, Girlando esprime solidarietà


Il viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti : “Ci auguriamo sia il comportamento di un irresponsabile. Speriamo altresì che la vicenda venga chiarita al più presto”


Roma “Auspichiamo l’avvio di indagini che possano chiarire la matrice del gesto, un’azione che è deprecabile e ignobile in un momento in cui c’è bisogno di tutto fuorché alimentare un clima di agitazione”.

Condanna netto Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, l’ignobile atto minatorio attuato nei confronti del Sindaco di Roma Gianni Alemanno. In un plico recapitato ieri in Campidoglio, indirizzato al primo cittadino, sono stati ritrovati un proiettile di grosso calibro, già esploso, e una lettera datata 17 marzo 2011 firmata dai “Gruppi di azione patriottica – Nucleo appenninico Balilla”. Un’evidente e pericolosa azione dimostrativa da non sottovalutare. Nella lettera dei G.A.P, presente anche un simbolo similare alla bandiera partigiana delle Brigate Garibaldi dalla quale si originarono appunto queste unioni di combattenti con compiti di azioni armate. “Ci auguriamo – ribadisce l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – sia il comportamento di un irresponsabile che mira soltanto a destabilizzare una situazione già ricca di conflitti e di tensione. Speriamo altresì che la vicenda venga chiarita al più presto”.

I firmatari hanno lanciato nella missiva, pesanti insinuazioni sui progetti del Sindaco capitolino circa la vicenda discariche . Alemanno a loro scrivere, pianificherebbe in accordo con il ministro La Russa e il Presidente Berlusconi lo scatenarsi di un’emergenza pattume nel Lazio al fine di passarne la gestione al Governo. Scopo ultimo dell’accordo la creazione della “Città dei Rifiuti” da situare nel triangolo industriale - militare Civitavecchia – Allumiere - Tarquinia.

“Per quanto riguarda ‘Malagrotta’e l’emergenza rifiuti – asserisce Girlando - , speriamo che a breve la presidenza della regione Lazio di Renata Polverini crei un tavolo con il Comune e la Provincia di Roma, per discutere della questione ambientale che – chiosa l’esponente capitolino - è una priorità per la salvaguardia del territorio oltre che una necessità per tutelare il benessere e la salute dei cittadini”.

lunedì 4 aprile 2011

Villa Ada stritolata dal degrado, la Sassone chiede intervento


La vice responsabile romana dell’Italia dei Diritti:
“Basta affari personali, la politica inizi ad occuparsi del benessere dei cittadini”

Roma – La centralissima Villa Ada, fiore all’occhiello dei parchi romani, versa nell’incuria e nel degrado più completo tra discariche, resti di accampamenti abusivi e rifiuti tossici. Antonella Sassone, vice responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, raccoglie l’allarme lanciato da Legambiente e punta il dito contro il Campidoglio: “Le politiche ambientali non risultano una priorità della giunta capitolina che ha fatto scelte diametralmente opposte. E’ necessario una svolta della classe politica – chiosa la Sassone - che smetta di occuparsi degli affari personali ed inizi a prendersi cura del benessere dei cittadini romani. Uno stato di welfare – aggiunge – non può fare a meno di passare per la tutela del territorio e dell’ambiente”.
L’esponente dell’Italia dei Diritti auspica interventi concreti, e nel minor tempo possibile, “perché i parchi della capitale rappresentano un’importantissima occasione per la valorizzazione della città e per il benessere della collettività. Gli appelli di Legambiente e delle altre associazioni ambientaliste non possono più rimanere inascoltati”, ha concluso la vice responsabile capitolina del movimento fondato da Antonello De Pierro.

martedì 22 marzo 2011

Girlando esterrefatto per chiusura reparto chirurgico di Villa Betania a Roma


Il viceresponsabile capitolino dell’Italia dei Diritti: “Non accettiamo alcuna violazione in campo sanitario, poiché l’assistenza e le cure mediche sono previste per legge dalla Costituzione stessa”

Roma - “È inammissibile che si intervenga in questo modo a discapito della salute dei cittadini e del lavoro di quei professionisti che, quotidianamente, curano gravi malattie e malformazioni congenite”. È quanto sostiene Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, in merito alla chiusura del reparto di chirurgia maxillo-facciale della casa di cura Villa Betania, collegata all’ospedale Santo Spirito, decisa dal nuovo piano sanitario regionale.

L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro rivolge delle accuse precise: “È un gravissimo atto di irresponsabilità da parte della commissaria per la Sanità nel Lazio e governatrice della stessa regione, Renata Polverini. Noi, come Italia dei Diritti, chiediamo immediate risposte all’amministrazione regionale, poiché non possiamo accettare che 850 persone, tra quelle in cura e quelle in lista d’attesa, non meritino la considerazione dovuta”.

Infine, Girlando richiama l’attenzione sulla Carta costituzionale: “Se la questione si protrarrà a lungo e la chiusura del reparto verrà portata a termine, il nostro movimento è pronto ad una mobilitazione ad oltranza sotto il palazzo della Regione. Siamo intenzionati a difendere la sanità pubblica fino in fondo. Non accettiamo alcuna violazione in campo sanitario, poiché l’assistenza e le cure mediche sono previste per legge dalla Costituzione stessa”.

lunedì 21 marzo 2011

Degrado sulle strade consolari romane, Girlando interroga Alemanno


Il viceresponsabile capitolino dell’Italia dei Diritti: “Riteniamo doveroso un impegno e una risposta del Sindaco, consideriamo necessaria e prioritaria la sicurezza dei cittadini”


Roma – Le maggiori strade consolari della Capitale, quelle che la collegano alle città e alle regioni limitrofe, sono in condizioni disastrate. Numerose buche, l’asfalto che si consuma e logora alle prime piogge, i guard- rail, malridotti mettono a rischio ogni giorno i cittadini che percorrono vie come la Salaria, pericolosamente dissestata, l’Aurelia o la Nomentana, tratte recentemente oggetto di lavori e già con i primi accenni di falle.

Sui fatti è intervenuto Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti : “Di fronte all’emergenza strade l’amministrazione del comune di Roma, guidata del sindaco Alemanno, è risultata alla fine inefficiente. Nei fatti incapace di gestire un programma di messa in sicurezza delle carreggiate e di manutenzione del manto stradale”.

Una situazione pericolosa sotto gli occhi di tutti è quella della Via Pontina. L’arteria, provata dal traffico incessante, nota alle cronache come tragico teatro di incidenti mortali, presenta gravi danni nelle corsie, il guardavia staccato e numerose voragini lasciate nell’incuria.

“Riteniamo doveroso un impegno – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – e una risposta del Sindaco, consideriamo necessaria e prioritaria la sicurezza dei cittadini, degli automobilisti, oltre che – chiosa Girlando - un maggior rispetto della questione viabilità e trasporti”.

mercoledì 16 marzo 2011

Miasmi dal depuratore di Ostia, la Torbidoni in difesa degli abitanti


La responsabile per il XIII Municipio di Roma dell’Italia dei Diritti punta il dito contro l’Acea: “Dove sono i silos ermetici promessi per ovviare alle esalazioni?”

Roma – “L’estate si avvicina e per i cittadini di Ostia Lido che vivono intorno alla zona del depuratore si riaffaccia lo spettro di trascorrere i mesi di luglio e agosto con le finestre chiuse a causa dei miasmi”. A lanciare l’allarme è Paola Torbidoni, responsabile per il XIII Municipio di Roma dell’Italia dei Diritti, che raccoglie la voce degli abitanti residenti nelle zone limitrofe all’impianto, stanchi di dover fare i conti con il cattivo odore.

“Anche quest’anno il rischio è quello di barricarsi in casa per evitare di respirare le esalazioni che provengono dalla decantazione all’aperto – avverte la Torbidoni –. Si tratta di un problema per nulla nuovo in quanto il presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, lo scorso anno aveva assicurato, durante un consiglio comunale, che l’Acea, ente gestore dell’area, avrebbe provveduto all’acquisto di silos ermetici per ovviare il tutto”.

La responsabile del movimento fondato da Antonello De Pierro si chiede dove siano questi contenitori ermetici: “Manca poco all’inizio del caldo estivo, ma non si è visto neanche un silos, che fine ha fatto la promessa dell’Acea?”.

Deforestazione a Ostia, la Torbidoni lancia l’allarme


La responsabile per il XIII Municipio di Roma dell’Italia dei Diritti
si appella al Campidoglio: “Il paesaggio è deturpato,
chiediamo il ripristino degli alberi abbattuti inutilmente”


Roma – “A Ostia Lido lo scorso anno sono stati tagliati alberi perché malati, ma dove sono le nuove piantumazioni?”. A chiederselo è Paola Torbidoni, responsabile per il XIII Municipio di Roma dell’Italia dei Diritti.
Il riferimento è a via Costanzo Casana, via Carlo Marenco di Moriondo e vie limitrofe, una porzione di territorio di circa tre chilometri che, lo scorso anno, ha subito un processo di deforestazione ad opera del Comune di Roma. Critica la responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Se le piante sono realmente malate debbono essere rimosse totalmente, lasciare dei monconi di albero da ottanta centimetri non ha senso anche perché – incalza la Torbidoni – tolgono spazio al marciapiede”.
L’assessore all’ambiente capitolino, Fabio Di Lillo, aveva assicurato che ad ogni abbattimento sarebbero corrisposte nuove piantumazioni, e allora l’esponente del movimento extraparlamentare si domanda che fine abbia fatto questa promessa.
La Torbidoni cita l’azione di Roberto Tavani, assessore del XVII Municipio che, al fine di avallare ogni intervento di deforestazione, ha chiesto al Campidoglio di fornire schede tecniche e motivazioni. L’intento è quello di evitare abbattimenti atti a deturpare il quartiere e distruggere il verde, costringendo il Municipio ad utilizzare fondi per rimediare ai danni del Comune.
“Dal momento che abbiamo ricevuto lo stesso misfatto, auspico che venga riservato al quartiere Ostia Lido il medesimo servizio”, afferma la Torbidoni che si chiede quanto tempo bisognerà aspettare per ottenere il ripristino degli alberi abbattuti inutilmente.

giovedì 10 marzo 2011

La Sassone su polemica contro pagamento contributo volontario alla scuola


La viceresponsabile romana del movimento: “Le proteste dei genitori sono legittime, quelle degli insegnanti ammirevoli”

Roma – “Privare di risorse la scuola pubblica, impoverire i programmi didattici e intimidire gli insegnanti con circolari degne di una caserma in tempo di guerra fa orrore, perché mostra chiaramente lo spirito dittatoriale del Presidente del Consiglio e dei suoi dipendenti al governo e in parlamento.” Con queste parole Antonella Sassone, vice responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti, manifesta il suo sdegno per la precaria situazione del sistema scolastico italiano, in riferimento soprattutto alle lamentele dei genitori degli studenti del Liceo De Chirico a Roma, in seguito al contributo volontario alla scuola. Tale versamento ha infatti recentemente assunto carattere di obbligatorietà. La diretta conseguenza della mancanza di fondi ha avuto come risvolto la sospensione dell’acquisto del materiale didattico. Gli insegnanti invece si oppongono fortemente all’obbligo della somministrazione e della correzione delle prove Invalsi nelle scuole pubbliche italiane.
“Si sta portando a compimento la distruzione della cultura – ha aggiunto l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – ad opera di un ministro dell’Istruzione che ai tempi in cui era presidente del consiglio comunale a Desenzano sul Garda è stata sfiduciata e in seguito promossa ministra! Le contestazioni dei genitori sono legittime, quelle degli insegnanti ammirevoli ma c’è il rischio che restino inascoltate se non si accetta la presenza dei partiti che fanno di queste proteste una parte importante del proprio programma politico.”