venerdì 12 febbraio 2010

Soldà preoccupato per la possibile privatizzazione dell’Acea


Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Possibili manovre politiche dietro le quinte“

“Sono preoccupato per le possibili manovre politiche che si nasconderebbero dietro una improvvisa accelerazione del processo di privatizzazione dell’Acea”. Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà esprime perplessità in merito alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Alemanno circa la parziale privatizzazione dell’Acea. La vendita a privati del 20% della società che gestisce la distribuzione dell’acqua nella capitale in ottemperanza al decreto Ronchi, è stata al centro di una infiammata seduta del consiglio comunale, con vibranti proteste dai banchi dell’opposizione. Il decreto legge recante il nome del ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi prevede infatti che la partecipazione pubblica nelle società di gestione del servizio idrico scenda al trenta percento entro il 2015.
Per il vicepresidente del movimento a difesa del cittadino fondato da Antonello De Pierro, un eventuale riassetto societario dell’Acea “non può prescindere da una seria riflessione che coinvolga tutte le parti sociali interessate. L’azienda è un patrimonio della collettività fatta di risorse umane e professionalità importanti e che – conclude Soldà - non può essere svenduta in nome di politiche di lobby”.

lunedì 8 febbraio 2010

Indifferenza su sciopero fame per matrimoni gay, il commento di Girlando


Il viceresponsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Si dia il via ai registri municipali per coppie di fatto”.

“La disobbedienza civile è uno strumento fondamentale a disposizione dei cittadini nel caso vengano meno le garanzie indispensabili alla tutela dei diritti più elementari”. Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, commenta così la notizia relativa alla conclusione dello sciopero della fame da parte di Francesco Zanardi che, per sollecitare l’avvio di una discussione parlamentare sulle unioni civili tra gay, ha manifestato davanti a Montecitorio per ben trentacinque giorni. Il digiuno, come lo stesso Zanardi ha denunciato, è stato accompagnato dalla più totale indifferenza da parte delle istituzioni italiane. La protesta ha, invece, attirato l’attenzione dell’Unione Europea i cui richiami nei confronti del nostro paese sono caduti nel vuoto. “Voglio ribadire - continua Girlando - la mia vicinanza a chi lotta per rivendicare un diritto sacrosanto. Certo è, che dovrebbe essere il Governo centrale ad occuparsi di tali questioni. In ogni caso – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – si potrebbe partire con l’adozione dei registri municipali per le coppie di fatto”.


Già noto l’accoltellatore del buttafuori di Ostia, aggredì anche De Pierro

L’aggressore e il suo mandante tentarono d’intimidire il presidente dell’Italia dei Diritti dopo una denuncia per abusi edilizi. L’analisi di Marinelli sul degrado sociale a Roma

“L’ennesimo episodio di follia urbana riporta all’attenzione generale lo scadimento dei rapporti e dei valori connotanti la civile coabitazione”. Queste le prime parole del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli in riferimento all’accoltellamento di un addetto alla sicurezza in una discoteca sita in zona Infernetto a Roma. Il buttafuori ha solo negato l’ingresso al malvivente sia perché questo era ubriaco e sia perché il locale era prossimo alla chiusura. L’aggressore, A.S., è un pregiudicato già noto alle forze dell’ordine della zona di Ostia e sembrerebbe trattarsi dello stesso uomo che tempo fa aggredì a scopo intimidatorio il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro e suo fratello. Il leader del movimento aveva denunciato degli abusi edilizi, commessi dal mandante di A.S. ed entrambi già rinviati a giudizio, favoriti dal comportamento omissivo di alcuni tra vigili urbani e dipendenti dell’ufficio tecnico del XIII Municipio. “Tanti anni fa – prosegue Marinelli - Rousseau parlò di contratto sociale e qui pare che l’inadempimento è all’ordine del giorno e quel che è peggio è che non c’è nessun ‘giudice’ atto a far rispettare i termini dell’accordo. Tante volte infatti chi dovrebbe intervenire, per esempio le forze dell’ordine, si voltano dall’altra parte e fanno addirittura finta di non vedere. Allo stesso tempo i valori imperanti sono quelli della sopraffazione e della prepotenza: dalla guida degli arroganti conducenti d’ingombranti Suv sulle corsie preferenziali e nei parcheggi in doppia fila, fino ad arrivare al bullismo nelle scuole, al mobbing sui posti di lavoro e addirittura nelle relazioni più intime, nello stalking e nella violenza tra le mura domestiche. In questo fosco quadro – conclude Marinelli - di scadimento generale piccoli mostri crescono: dal piccolo sopruso fino ad arrivare all’accoltellamento”.

venerdì 5 febbraio 2010

Aumento stranieri residenti a Roma, per la Sassone occorre favorire l’integrazione



La viceresponsabile romana dell’Italia dei Diritti: “Le istituzioni italiane non devono assolutamente contemplare politiche sull’immigrazione avverse che poi si rivelano poco costruttive e inefficaci”

Roma, 5 febbraio 2010 – “Roma è una città multietnica, questo è un dato di fatto che si inscrive all’interno di un più ampio processo irreversibile di globalizzazione. Per tale motivo è doveroso puntare su politiche di integrazione che favoriscano l’immigrazione regolare. Purtroppo, invece, le misure adottate dall’attuale governo sono talmente inadeguate da creare clandestinità. Basti pensare all’ultima iniziativa del ministro Maroni che prevede un permesso di soggiorno a punti per gli stranieri. In questo modo anche gli immigrati regolari rischiano di diventare clandestini”. Antonella Sassone, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, il movimento a tutela dei cittadini presieduto da Antonello De Pierro, commenta così alcuni dati sulle migrazioni in Italia forniti dalla Caritas diocesana della Capitale. Sono 293.948 gli stranieri residenti nel comune romano, con un aumento dei flussi in entrata pari a circa il doppio rispetto a dieci anni fa. Soltanto nel I municipio un terzo dei residenti appartiene alla popolazione straniera (34.697 unità). In generale, sull’intero territorio capitolino le comunità più numerose sono quelle di origine romena (57 mila), filippina (31 mila), polacca (14 mila).



“Le istituzioni italiane – spiega la Sassone – non devono assolutamente contemplare politiche sull’immigrazione avverse che poi si rivelano poco costruttive e inefficaci sia per il Paese sia per Roma. Infatti, solo se si garantiscono i diritti essenziali e inalienabili è poi possibile pretendere il rispetto dei doveri e quindi delle nostre leggi. Noi dell’Italia dei Diritti – conclude l’ esponente romana del movimento – continueremo a monitorare attentamente queste situazioni, opponendoci con fermezza ai ghetti, al lavoro nero, alle norme che tendono ad escludere piuttosto che a includere, perché è indispensabile agire su diversi fronti e controllare che mai vengano meno il rispetto per l’uomo e per la legalità”.

giovedì 4 febbraio 2010

Richieste onerose per gli acquirenti Ater del XII Municipio di Roma, l’appello di Soldà


“Qualsiasi onere a carico dei cittadini deve essere verificato”. Queste le parole di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, in merito alla richiesta di denaro avanzata dal Comune di Roma verso alcuni cittadini del XII Municipio. Gli acquirenti di case di edilizia convenzionata e sovvenzionata Ater, infatti, dovrebbero sborsare soldi per la rivalutazione degli stessi terreni. Secondo la segnalazione di Sabrina Ragucci, viceresponsabile dell’Italia dei Diritti per il XII Municipio di Roma, l’importo da risarcire sarebbe stato calcolato non attraverso la valutazione dei territori, ma includendo gli errori compiuti dal Comune durante la procedura di esproprio e la stipula di convenzione dei piani di edilizia popolare. A distanza di trent’anni, dunque, l’amministrazione comunale torna a chiedere ai cittadini soldi per il rialzo del valore dei terreni. “Bisogna procedere con oculatezza ed attenzione - continua Soldà - attraverso una verifica immediata dei fatti soprattutto se si tratta di accadimenti che risalgono a molto tempo fa”. Intanto, nell’ultima seduta del consiglio municipale, che ha visto la partecipazione della cittadinanza, si è deciso di richiedere al Comune una delibera che impegni il Sindaco a bloccare le procedure e le missive di ottemperanza per scongiurare obblighi onerosi a carico delle famiglie abitanti nelle suddette case.

Ritorno della Banda della Magliana, il commento di Girlando

Il viceresponsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Pene più severe e maggiori fondi alle Forze dell’Ordine”.

“Siamo di fronte all’ennesima prova dell’esistenza di apparati deviati dello stato che operano fianco a fianco alla criminalità organizzata”. E’ il commento di Giuliano Girlando, viceresponsabile romano dell’Italia dei Diritti, relativo alle ultimissime rivelazioni di Antonio Mancini, l’ex appartenente alla Banda della Magliana, secondo cui l’organizzazione criminale che ha insanguinato Roma tra la metà degli anni settanta e i primi anni novanta esisterebbe ancora e continuerebbe ad investire i proventi delle attività illecite con la complicità d’imprenditori senza scrupoli. E’ stato lo stesso Mancini ad affermare che i propri soldi sono finiti sul conto di Danilo Coppola, uno dei così detti ‘furbetti del quartierino’, passati agli onori delle cronache per i tentativi di scalate alle banche conclusisi con la bancarotta e il carcere. “Ci chiediamo - continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - se nel corso degli anni sia stato fatto abbastanza per porre un freno a fenomeni di questo genere. E’ evidente che una connivenza tra politica e criminalità c’è tutt’oggi e serve a coprire operazioni economiche volte al riciclaggio del denaro sporco. Certo è - conclude Girlando - che senza l’inasprimento delle pene e l’elargizione di maggiori fondi alle Forze dell’Ordine non vedremo mai la luce fuori dal tunnel”.

lunedì 1 febbraio 2010

Prolungata la linea 246 a Roma, una vittoria dell’Italia dei Diritti


Giuliano Girlando, viceresponsabile per la Capitale del movimento: “Un altro traguardo raggiunto a favore dei cittadini”

RoSono anni che noi dell’Italia dei Diritti ci battiamo per garantire ai romani una mobilità efficace e sicura. Con questo risultato, ottenuto dopo una lunga battaglia, ogni nostro sforzo è stato ripagato.” C’è grande esultanza nelle parole di Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, alla notizia che anche Castel di Guido avrà il suo collegamento diretto con Roma attraverso la linea ATAC 246.

La zona, nell'area ovest della Capitale, soffriva infatti della mancanza di una rete urbana che permettesse ai residenti un allacciamento più rapido con la città. L’Italia dei Diritti, attraverso l’impegno di un soddisfatto Franco Leggeri, responsabile per il XVIII municipio di Roma, ha sposato la causa dei cittadini che chiedevano a gran voce un potenziamento in termini di mobilità che potesse agevolare anche il raggiungimento delle strutture presenti nella località stessa, come la ASL, l’Oasi Naturalistica e il nuovo sito cimiteriale di Castel di Guido. “E’ importante informare i cittadini sulle istanze che si portano avanti. Il nostro pensiero va ora alle tante persone che potranno usufruire del servizio, soprattutto nelle periferie dov’è spesso carente”, continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro.

Il problema delle periferie urbane è infatti sempre al centro del dibattito pubblico. Spesso sono zone che vivono un grave disagio a causa di una cattiva gestione comunale che tende ad allargare la forbice, in termini di servizi offerti, tra il centro e le zone extraurbane. “Serve un grande piano sulla mobilità a Roma – conclude Girlando - un piano programmatico che riveda le fermate degli autobus e che le renda anche più sicure”.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

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lunedì 18 gennaio 2010



Soldà contro la deriva dell’ospedale Pertini di Roma



Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Inaudito che manchino strumenti base come le flebo e che i parenti supportino i turni del personale carente in organico, i cittadini devono disporre di servizi adeguati”



“Per quanto concerne la Sanità, nessuna buona nuova: oggi è l’ospedale Pertini, domani può essere un’altra struttura. A parte qualche centro d’eccellenza, in termini qualitativi si registra comunque una situazione di stallo generale”. Questo il duro e amaro commento del vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà riguardo alla denuncia di alcuni parenti di pazienti ricoverati all’ospedale Pertini di Roma che segnalano la mancanza di strumenti essenziali quali termometri, flebo, apparecchiature indispensabili come quelle per la registrazione dei parametri vitali e tanti altri strumenti. In aggiunta a ciò, la carenza d’organico. Il personale presente si sacrifica ma è necessaria la collaborazione dei parenti per alleviare i disagi causati dall’insufficienza di infermieri e ausiliari. Prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Queste carenze strutturali sono divenute ormai croniche, è inaudito che i parenti debbano ritrovarsi ad eseguire il lavoro di coloro che sono addetti alla cura dei pazienti e alla somministrazione delle terapie e dei pasti. E’ necessario che i cittadini, soprattutto nei momenti più difficili della loro vita, dispongano di servizi appropriati. E’ anche un diritto degli operatori sanitari lavorare in condizioni umane fornendo loro un organico sufficiente e la strumentazione adeguata. In tal modo si eviterebbero loro turni massacranti e si assicurerebbero migliori servizi per gli utenti. Mi auguro – conclude Soldà – che vengano presto fornite risposte concrete a tale denuncia perché non è certo questa la Sanità che desiderano i cittadini”.

Stop del tribunale su cessione ramo aziendale da Eutelia ad Agile, Criseo con i lavoratori




Stop del tribunale su cessione ramo aziendale da Eutelia ad Agile, Criseo con i lavoratori



Il responsabile Lavoro e Occupazione dell’Italia dei Diritti: “Sostegno a chi è in difficoltà e ai precari invisibili, nonostante questa vittoria sull’emergenza lavoro il paese attende ancora risposte”




“In questo paese, in cui ci si scontra sul colore dei calzini di un magistrato facendo finta che la crisi sia finita mentre ci sono lavoratori sui tetti a protestare, altri fanno lo sciopero della fame, sarebbe opportuno che la politica, quella con la P maiuscola, facesse la propria parte”. Queste le aspre dichiarazioni del responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo sulla vicenda dei lavoratori dell’ex Eutelia che hanno vinto una prima battaglia ottenendo dal tribunale la bocciatura della cessione del ramo aziendale IT alla società Agile. La Magistratura ha infatti giudicato antisindacale la condotta di Eutelia e ha stabilito la rimozione degli effetti di tale passaggio di proprietà. Nonostante la vittoria di questa prima lotta, madre di tante altre e simbolo della crisi, prosegue con toni duri l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Gli scontri sono su altro, mentre i lavoratori assistono alla chiusura dei loro posti di lavoro oppure sono in cassa integrazione. Ci sono poi casi in cui il tribunale ha dato ragione ai dipendenti, vedi vicenda Eutelia, bocciando la cessione del ramo d'azienda. Ci vorrebbe un intervento legislativo serio in materia, non le leggi ‘ad personam’ per non andare in galera. Nel frattempo – conclude Criseo - incoraggiamo e sosteniamo coloro che sono veramente in difficoltà, senza stipendio e prospettiva, i precari che non hanno visibilità: è di questi che occorre parlare, il paese attende risposte”.

mercoledì 13 gennaio 2010

Richiesti più controlli su Malagrotta, Calgani con i cittadini


La protesta di cinquantamila residenti in Regione trova il sostegno dell’Italia dei Diritti

La discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa, continua a far parlare di sé. I comitati di quartiere Malagrotta, Pisana ’64, Bravetta, Massimina e Ponte Galeria stamattina verranno ascoltati dall’assessore Fabio De Lillo in merito alle richieste di monitoraggio ambientale da parte di un ente terzo. I cinquantamila residenti, dopo cinque anni di proroghe, chiederanno inoltre l’indicazione di una data ultima e definitiva per la chiusura della discarica.

Italia dei Diritti, da sempre sensibile alle tematiche ambientali, nella persona del responsabile romano Alessandro Calgani, intende manifestare il proprio sostegno nei confronti dei cittadini del XVI Municipio: “Quando si transita davanti a Malagrotta emerge la comprensione se non addirittura la pena per chi abita in zona”, ha commentato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. “E' una provocazione – spiega –, forse neanche troppo, ma inviterei tutti coloro che devono decidere le sorti della discarica più grande d'Europa a risiedere per una settimana nei pressi di questo scempio. Quello che vorrei è innanzitutto mettere in piedi un sistema di monitoraggio ambientale con controllo fumi e condotte idriche a tutela dei residenti e individuare collaborativamente, tra organi istituzionali e AMA, un progetto di smaltimento dei rifiuti in altro sito e con politiche di rigenerazione efficienti che non possono prescindere da una raccolta porta a porta. La condivisione ci deve essere – conclude Calgani – così come la disponibilità reciproca degli attori chiamati in causa e non può presentarsi solo quando si regalano all'AMA risorse destinate ai cittadini, quali il complesso del Centro Carni, al fine di risanare un bilancio frutto di una gestione dissennata di un’azienda municipalizzata”.