venerdì 5 febbraio 2010

Aumento stranieri residenti a Roma, per la Sassone occorre favorire l’integrazione



La viceresponsabile romana dell’Italia dei Diritti: “Le istituzioni italiane non devono assolutamente contemplare politiche sull’immigrazione avverse che poi si rivelano poco costruttive e inefficaci”

Roma, 5 febbraio 2010 – “Roma è una città multietnica, questo è un dato di fatto che si inscrive all’interno di un più ampio processo irreversibile di globalizzazione. Per tale motivo è doveroso puntare su politiche di integrazione che favoriscano l’immigrazione regolare. Purtroppo, invece, le misure adottate dall’attuale governo sono talmente inadeguate da creare clandestinità. Basti pensare all’ultima iniziativa del ministro Maroni che prevede un permesso di soggiorno a punti per gli stranieri. In questo modo anche gli immigrati regolari rischiano di diventare clandestini”. Antonella Sassone, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, il movimento a tutela dei cittadini presieduto da Antonello De Pierro, commenta così alcuni dati sulle migrazioni in Italia forniti dalla Caritas diocesana della Capitale. Sono 293.948 gli stranieri residenti nel comune romano, con un aumento dei flussi in entrata pari a circa il doppio rispetto a dieci anni fa. Soltanto nel I municipio un terzo dei residenti appartiene alla popolazione straniera (34.697 unità). In generale, sull’intero territorio capitolino le comunità più numerose sono quelle di origine romena (57 mila), filippina (31 mila), polacca (14 mila).



“Le istituzioni italiane – spiega la Sassone – non devono assolutamente contemplare politiche sull’immigrazione avverse che poi si rivelano poco costruttive e inefficaci sia per il Paese sia per Roma. Infatti, solo se si garantiscono i diritti essenziali e inalienabili è poi possibile pretendere il rispetto dei doveri e quindi delle nostre leggi. Noi dell’Italia dei Diritti – conclude l’ esponente romana del movimento – continueremo a monitorare attentamente queste situazioni, opponendoci con fermezza ai ghetti, al lavoro nero, alle norme che tendono ad escludere piuttosto che a includere, perché è indispensabile agire su diversi fronti e controllare che mai vengano meno il rispetto per l’uomo e per la legalità”.

giovedì 4 febbraio 2010

Richieste onerose per gli acquirenti Ater del XII Municipio di Roma, l’appello di Soldà


“Qualsiasi onere a carico dei cittadini deve essere verificato”. Queste le parole di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, in merito alla richiesta di denaro avanzata dal Comune di Roma verso alcuni cittadini del XII Municipio. Gli acquirenti di case di edilizia convenzionata e sovvenzionata Ater, infatti, dovrebbero sborsare soldi per la rivalutazione degli stessi terreni. Secondo la segnalazione di Sabrina Ragucci, viceresponsabile dell’Italia dei Diritti per il XII Municipio di Roma, l’importo da risarcire sarebbe stato calcolato non attraverso la valutazione dei territori, ma includendo gli errori compiuti dal Comune durante la procedura di esproprio e la stipula di convenzione dei piani di edilizia popolare. A distanza di trent’anni, dunque, l’amministrazione comunale torna a chiedere ai cittadini soldi per il rialzo del valore dei terreni. “Bisogna procedere con oculatezza ed attenzione - continua Soldà - attraverso una verifica immediata dei fatti soprattutto se si tratta di accadimenti che risalgono a molto tempo fa”. Intanto, nell’ultima seduta del consiglio municipale, che ha visto la partecipazione della cittadinanza, si è deciso di richiedere al Comune una delibera che impegni il Sindaco a bloccare le procedure e le missive di ottemperanza per scongiurare obblighi onerosi a carico delle famiglie abitanti nelle suddette case.

Ritorno della Banda della Magliana, il commento di Girlando

Il viceresponsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Pene più severe e maggiori fondi alle Forze dell’Ordine”.

“Siamo di fronte all’ennesima prova dell’esistenza di apparati deviati dello stato che operano fianco a fianco alla criminalità organizzata”. E’ il commento di Giuliano Girlando, viceresponsabile romano dell’Italia dei Diritti, relativo alle ultimissime rivelazioni di Antonio Mancini, l’ex appartenente alla Banda della Magliana, secondo cui l’organizzazione criminale che ha insanguinato Roma tra la metà degli anni settanta e i primi anni novanta esisterebbe ancora e continuerebbe ad investire i proventi delle attività illecite con la complicità d’imprenditori senza scrupoli. E’ stato lo stesso Mancini ad affermare che i propri soldi sono finiti sul conto di Danilo Coppola, uno dei così detti ‘furbetti del quartierino’, passati agli onori delle cronache per i tentativi di scalate alle banche conclusisi con la bancarotta e il carcere. “Ci chiediamo - continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - se nel corso degli anni sia stato fatto abbastanza per porre un freno a fenomeni di questo genere. E’ evidente che una connivenza tra politica e criminalità c’è tutt’oggi e serve a coprire operazioni economiche volte al riciclaggio del denaro sporco. Certo è - conclude Girlando - che senza l’inasprimento delle pene e l’elargizione di maggiori fondi alle Forze dell’Ordine non vedremo mai la luce fuori dal tunnel”.

lunedì 1 febbraio 2010

Prolungata la linea 246 a Roma, una vittoria dell’Italia dei Diritti


Giuliano Girlando, viceresponsabile per la Capitale del movimento: “Un altro traguardo raggiunto a favore dei cittadini”

RoSono anni che noi dell’Italia dei Diritti ci battiamo per garantire ai romani una mobilità efficace e sicura. Con questo risultato, ottenuto dopo una lunga battaglia, ogni nostro sforzo è stato ripagato.” C’è grande esultanza nelle parole di Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, alla notizia che anche Castel di Guido avrà il suo collegamento diretto con Roma attraverso la linea ATAC 246.

La zona, nell'area ovest della Capitale, soffriva infatti della mancanza di una rete urbana che permettesse ai residenti un allacciamento più rapido con la città. L’Italia dei Diritti, attraverso l’impegno di un soddisfatto Franco Leggeri, responsabile per il XVIII municipio di Roma, ha sposato la causa dei cittadini che chiedevano a gran voce un potenziamento in termini di mobilità che potesse agevolare anche il raggiungimento delle strutture presenti nella località stessa, come la ASL, l’Oasi Naturalistica e il nuovo sito cimiteriale di Castel di Guido. “E’ importante informare i cittadini sulle istanze che si portano avanti. Il nostro pensiero va ora alle tante persone che potranno usufruire del servizio, soprattutto nelle periferie dov’è spesso carente”, continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro.

Il problema delle periferie urbane è infatti sempre al centro del dibattito pubblico. Spesso sono zone che vivono un grave disagio a causa di una cattiva gestione comunale che tende ad allargare la forbice, in termini di servizi offerti, tra il centro e le zone extraurbane. “Serve un grande piano sulla mobilità a Roma – conclude Girlando - un piano programmatico che riveda le fermate degli autobus e che le renda anche più sicure”.

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lunedì 18 gennaio 2010



Soldà contro la deriva dell’ospedale Pertini di Roma



Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Inaudito che manchino strumenti base come le flebo e che i parenti supportino i turni del personale carente in organico, i cittadini devono disporre di servizi adeguati”



“Per quanto concerne la Sanità, nessuna buona nuova: oggi è l’ospedale Pertini, domani può essere un’altra struttura. A parte qualche centro d’eccellenza, in termini qualitativi si registra comunque una situazione di stallo generale”. Questo il duro e amaro commento del vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà riguardo alla denuncia di alcuni parenti di pazienti ricoverati all’ospedale Pertini di Roma che segnalano la mancanza di strumenti essenziali quali termometri, flebo, apparecchiature indispensabili come quelle per la registrazione dei parametri vitali e tanti altri strumenti. In aggiunta a ciò, la carenza d’organico. Il personale presente si sacrifica ma è necessaria la collaborazione dei parenti per alleviare i disagi causati dall’insufficienza di infermieri e ausiliari. Prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Queste carenze strutturali sono divenute ormai croniche, è inaudito che i parenti debbano ritrovarsi ad eseguire il lavoro di coloro che sono addetti alla cura dei pazienti e alla somministrazione delle terapie e dei pasti. E’ necessario che i cittadini, soprattutto nei momenti più difficili della loro vita, dispongano di servizi appropriati. E’ anche un diritto degli operatori sanitari lavorare in condizioni umane fornendo loro un organico sufficiente e la strumentazione adeguata. In tal modo si eviterebbero loro turni massacranti e si assicurerebbero migliori servizi per gli utenti. Mi auguro – conclude Soldà – che vengano presto fornite risposte concrete a tale denuncia perché non è certo questa la Sanità che desiderano i cittadini”.

Stop del tribunale su cessione ramo aziendale da Eutelia ad Agile, Criseo con i lavoratori




Stop del tribunale su cessione ramo aziendale da Eutelia ad Agile, Criseo con i lavoratori



Il responsabile Lavoro e Occupazione dell’Italia dei Diritti: “Sostegno a chi è in difficoltà e ai precari invisibili, nonostante questa vittoria sull’emergenza lavoro il paese attende ancora risposte”




“In questo paese, in cui ci si scontra sul colore dei calzini di un magistrato facendo finta che la crisi sia finita mentre ci sono lavoratori sui tetti a protestare, altri fanno lo sciopero della fame, sarebbe opportuno che la politica, quella con la P maiuscola, facesse la propria parte”. Queste le aspre dichiarazioni del responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo sulla vicenda dei lavoratori dell’ex Eutelia che hanno vinto una prima battaglia ottenendo dal tribunale la bocciatura della cessione del ramo aziendale IT alla società Agile. La Magistratura ha infatti giudicato antisindacale la condotta di Eutelia e ha stabilito la rimozione degli effetti di tale passaggio di proprietà. Nonostante la vittoria di questa prima lotta, madre di tante altre e simbolo della crisi, prosegue con toni duri l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Gli scontri sono su altro, mentre i lavoratori assistono alla chiusura dei loro posti di lavoro oppure sono in cassa integrazione. Ci sono poi casi in cui il tribunale ha dato ragione ai dipendenti, vedi vicenda Eutelia, bocciando la cessione del ramo d'azienda. Ci vorrebbe un intervento legislativo serio in materia, non le leggi ‘ad personam’ per non andare in galera. Nel frattempo – conclude Criseo - incoraggiamo e sosteniamo coloro che sono veramente in difficoltà, senza stipendio e prospettiva, i precari che non hanno visibilità: è di questi che occorre parlare, il paese attende risposte”.

mercoledì 13 gennaio 2010

Richiesti più controlli su Malagrotta, Calgani con i cittadini


La protesta di cinquantamila residenti in Regione trova il sostegno dell’Italia dei Diritti

La discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa, continua a far parlare di sé. I comitati di quartiere Malagrotta, Pisana ’64, Bravetta, Massimina e Ponte Galeria stamattina verranno ascoltati dall’assessore Fabio De Lillo in merito alle richieste di monitoraggio ambientale da parte di un ente terzo. I cinquantamila residenti, dopo cinque anni di proroghe, chiederanno inoltre l’indicazione di una data ultima e definitiva per la chiusura della discarica.

Italia dei Diritti, da sempre sensibile alle tematiche ambientali, nella persona del responsabile romano Alessandro Calgani, intende manifestare il proprio sostegno nei confronti dei cittadini del XVI Municipio: “Quando si transita davanti a Malagrotta emerge la comprensione se non addirittura la pena per chi abita in zona”, ha commentato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. “E' una provocazione – spiega –, forse neanche troppo, ma inviterei tutti coloro che devono decidere le sorti della discarica più grande d'Europa a risiedere per una settimana nei pressi di questo scempio. Quello che vorrei è innanzitutto mettere in piedi un sistema di monitoraggio ambientale con controllo fumi e condotte idriche a tutela dei residenti e individuare collaborativamente, tra organi istituzionali e AMA, un progetto di smaltimento dei rifiuti in altro sito e con politiche di rigenerazione efficienti che non possono prescindere da una raccolta porta a porta. La condivisione ci deve essere – conclude Calgani – così come la disponibilità reciproca degli attori chiamati in causa e non può presentarsi solo quando si regalano all'AMA risorse destinate ai cittadini, quali il complesso del Centro Carni, al fine di risanare un bilancio frutto di una gestione dissennata di un’azienda municipalizzata”.

lunedì 7 dicembre 2009

Lo scandalo degli alloggi della Difesa, Calgani alza la voce


Il responsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Se c'è una legge questa va rispettata”

Roma – Via entro nove anni. E’ questo, in estrema sintesi, il concetto alla base del nuovo programma pluriennale di riforma del patrimonio immobiliare della Difesa, che coinvolgerà oltre 650 famiglie residenti negli stabili dell’ente. Una tutela a tempo determinato che condurrà allo sfratto vedove di militari, portatori di handicap e cittadini dal basso reddito che non potranno acquistare la casa in cui abitano. Scaduto il termine previsto, l’occupante potrà quindi venire cacciato dal privato subentrato nell’acquisto. Sfratto immediato invece per chi è nelle case non in vendita. Tutto ciò, nonostante la legge 244 riconosca alle 650 famiglie coinvolte una tutela senza limiti.

“Se c'è una legge questa va rispettata”, ha dichiarato Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti. “Se ne può parlare quanto si vuole – incalza – ma finché esiste ci si deve adeguare ai termini della stessa”.

L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro avanza la richiesta una soluzione alternativa al problema, ma sottolinea un aspetto importante nella difesa del diritto alla casa: “A mio parere – spiega – la tutela deve essere garantita ma prima di tutto va verificato che le abitazioni siano state assegnate effettivamente a chi aveva requisiti adeguati e giuste posizioni in graduatoria. E’ vero che la casa è un diritto – aggiunge Calgani – ma a patto che sussistano le condizioni di assegnazione. Qualora non fosse così le case andrebbero lasciate nell'immediato e senza attendere i nove anni previsti. Il grande rammarico, comunque – conclude il responsabile romano dell’Italia dei Diritti –, è rappresentato dal dover ricorrere a vendite di immobili pubblici per far fronte a esigenze economiche che gli ingenti tagli al Ministero della Difesa non fanno che accrescere”.

giovedì 3 dicembre 2009

Maxi accorpamento di facoltà alla Sapienza, il commento di Girlando



Il viceresponsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Occorre una nuova mobilitazione dell’Onda”




Roma - “Questo è l’ennesimo fallimento delle politiche del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che aumenta i tagli alle risorse finanziarie destinate alle istituzioni scolastiche pubbliche, a discapito della conoscenza e della formazione”.


Commenta così Giuliano Girlando, viceresponsabile capitolino dell' Italia dei Diritti, la notizia secondo la quale nel corso del 2010 i dipartimenti dell’Ateneo saranno ridotti drasticamente e le facoltà dimezzate ottenendo, a parere del rettore Luigi Frati, un netto risparmio sul piano organizzativo ed un enorme sforzo di razionalizzazione.


“Occorre una nuova mobilitazione - prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – che riporti i giovani nelle piazze insieme ai docenti, per ribadire un’idea di sapere quanto più democratica e inclusiva possibile”.



martedì 1 dicembre 2009

Roma estende la rete gratuita wi-fi, Calgani entusiasta


Il responsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Finalmente un segnale che ci allinea alle grandi capitali europee”

La Provincia di Roma, insieme con il consorzio Caspur che coinvolge i tre atenei pubblici capitolini e lo Iusm, ha dato il via al progetto di ampliamento della rete wi-fi. Gli hot-spot, i punti di accesso per la navigazione gratuita in Internet in modalità wireless, saranno portati a 200 unità entro dicembre, fino a salire a 500 per la fine del 2010. Per Natale una parte di piazza del Popolo sarà coperta dal segnale wi-fi, cosicché tutti i turisti potranno navigare, spedire e-mail o reperire informazioni sulla città grazie a computer, palmari o telefonini. Il tutto completamente gratis. Basterà registrarsi, come previsto dal decreto Pisanu, e si potranno scaricare fino a un massimo di 300 megabyte al giorno senza pagare un centesimo.

“Accolgo con favore l'opportunita concessa dalla Provincia a una buona parte dei cittadini romani”, è stato il commento di Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti. “Internet – spiega – non è più un servizio, ma una necessità per poter essere reattivi sul mercato e rispondere alle sempre più ristrette esigenze temporali di tutti. Mi auguro che nei prossimi bandi, previsti a breve termine, si punti alla copertura di zone non coperte da ADSL, che su Roma, anche se sembra paradossale, sono parecchie. Questo progetto ci dà un segnale che ci allinea alle grandi capitali europee – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, anche se purtroppo in controtendenza rispetto alle decisioni prese dal governo, che ha deciso di bloccare gli investimenti sull’estensione della banda larga a tutte le aree del nostro Paese”.